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Dopo 2 anni di bombardamento mediatico stiamo arrivando finalmente a ciò che alcuni auspicavano.

Lotte di quartiere, coalizioni ribelli, asini che volano, professionisti contro professionisti, giornalisti che hanno abbandonato il precariato per un nuovo posto fisso e ci tengono a utilizzare quei toni che li terranno più a lungo sul trono.

Aziende multimilionarie che spingono perché l’informazione sia sempre più impattante su un territorio che non sa più dove appigliarsi.

La differenza rispetto ad altri conflitti è che questa “guerra”, perché solo così si può chiamare, del tuo pensiero contro il mio, investe tutta l’umanità.

Abbiamo creato ad hoc una piattaforma dove ognuno può dire la sua, ma ognuno proprio!

Sono cresciuti come funghi specialisti che fino a due giorni prima erano impegnati in biblioteca.

La domanda è: siamo nelle mani di chi??

La mia risposta è solo una, ed è sempre la stessa: siamo solo noi che possiamo conoscere il nostro corpo e possiamo comprendere cosa sia giusto per noi e per le persone che abbiamo vicino.

Ognuno ha la sua mappa mentale, ma mai come in questo momento dove i social la fanno da padrone, abbiamo avuto la possibilità di esercitare la nostra voglia di riscatto e di supremazia.

In tante altre situazioni, ho visto pecore diventare leoni dietro una tastiera, ma mai come adesso.

Dove ci sta portando questo fiume di frustrazione e spesso di odio?

Alla disgregazione più totale: popoli interi bloccati nei loro “ghetti”, nazioni accusate di aver dato il là a questa situazione, altre nazioni accusate di non essere capaci di gestire la propria gente.

Che bello!

Per una volta da quando ho coscienza riesco a percepire la “Libertà”!!!

Ognuno può dire ciò che vuole, sentirsi importante per aver guidato altri nella propria battaglia, altri sentirsi finalmente importanti per qualcuno, altri per portare avanti una crociata e nessuno con la verità in mano.

La settimana scorsa, una cara amica trasferitasi negli Usa  mi ha chiamato chiedendomi come andasse in Italia.

La mia risposta è stata piuttosto netta: “non posso esserti di aiuto”, non seguo le fonti di informazione… semplicemente perché non fanno informazione, creano solo eventi.

La conversazione è proseguita con una mia domanda provocatoria:

“…e te, come stai?

Ti senti veramente libera non potendo fare ciò che vuoi?

“Rinchiusa in casa ormai già da due anni, limitando i tuoi viaggi, sostituendo i tuoi bellissimi discorsi con tua figlia con discorsi di cui non possiamo sapere la verità, con concetti che vanno al di fuori delle nostre capacità e creano solo incertezze nella tua fanciulla?”

Credo che anche in questo caso, come diceva Bruce Lee: “Chi è più flessibile vince… dobbiamo essere come l’acqua, prendere la forma del contenitore.”

E questo per chi, per cosa?

Solo per noi stessi!

Vivere nell’insicurezza, nella paura uccide più di qualsiasi altra valanga.

Il 70 % delle persone muore per ciò che pensa e ciò che mangia, ma nessuno di noi si mette a fare crociate per aiutare il vicino di casa a nutrirsi meglio, ad allenarsi di più, a pensare in modo funzionale, ma soprattutto a pensare con la propria testa.

Ho visto spesso persone lasciare questa esistenza semplicemente perché non si sono amati abbastanza.

Vedo invece, tanti colleghi, conoscenti, che si prendono cura di loro stessi in tutte le forme, nutrono il loro corpo, alimentano le loro energie, si allontanano dai mezzi di comunicazione, aiutano gli altri dove possibile, ma soprattutto si sentono “Liberi”.

Invito anche voi ad essere “liberi “e c’è solo un modo:

smettere di combattere, utilizzare quelle energie per portare serenità a chi crede in voi, essere ogni giorno un esempio per chi vede in voi una guida.

Non possiamo combattere una guerra con un “accendino” ma possiamo uscire rafforzati da ogni interferenza, rimanendo più sereni possibile e sentendoci più forti per aver vinto la propria battaglia personale.

La Libertà si basa su alcuni pilastri fondamentali che non è vincere delle competizioni.

La libertà è godere delle proprie capacità in ogni ambiente, essere se stessi nei contenuti, vivere la propria serenità interiore a prescindere dall’ambiente in cui ci si trova.

C’è solo un modo per ottenerla: sapere di aver provato tutto e aver dato tutto in ciò che crediamo, ogni giorno.

Infine, abbandonare le famose frasi: “non dipende da me”, “io sono fatta così”.

Solo quando avrete preso in mano la vostra vita e l’avrete messa sotto la vostra responsabilità, allora sì che sarete veramente Liberi…

Buona vita, ma che sia la vostra, quella che vi siete costruiti e che avete sempre voluto.